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Quando è allineato scorre anche la paura

Provare paura rientra nella normalità, normale come tutto ciò che quando è allineato scorre.

Avevo paura di provare paura.
Sì, facevo di tutto per contrastare la paura, non avevo ancora capito che rientrava nella "normalità".
Normale come un flusso, normale come tutto ciò che quando è allineato scorre.

Mi siedo, prendo del tempo per me ed osservo la fluidità.
All’inizio di questa giornata ci sono stati dei dettagli, un colore in particolare, alcune parole lette, che mi hanno riportato ai giorni appena trascorsi e mi hanno fatto pensare sia a cosa ho portato via con me, sia cosa ho ulteriormente allontanato; spesso prendendo le distanze da cosa non è più ok per noi, si delinea ancora più nettamente ciò che invece lo è.

Ci sono tre concetti, più che nozioni, diventati linee guida per me grazie all’Unconventional Coaching, quali:
☆ non esistono assoluti
☆ è tutta creazione
☆ hai paura? Non tutto ciò che fai ti piace? È normale.

Nella prima risiede l’individualità di ognuno di noi, dove l’idea di coerenza si veste di abiti su misura, dove il giusto e lo sbagliato non hanno bisogno di giocare a chi ha ragione, perché se proprio si dovesse decretare un vincitore, ecco, sarebbe ciò che funziona per noi, solo e soltanto per noi.

Quando facciamo nostra quest’idea e non sentiamo più il bisogno di dover convincere gli altri che ciò che stiamo facendo è giusto, corretto, coerente, figo e smettiamo di attribuire all’esterno la responsabilità della nostra felicità, è in quest’esatto momento che viviamo la creazione.
Creare per me è, passatemi il termine, spalmare ciò che siamo in tutto ciò che facciamo e grazie a tutti i nostri desideri, tutte le nostre caratteristiche e sfumature, plasmare la realtà che vogliamo.

Ma può capitare di aver paura durante il percorso? E che si deve fare quando si ha paura?
Dunque, vediamo, che si deve fare quando si è felici? O che si deve fare quando siamo innamorati?

Prima di scoprire l’approccio dell’Unconventional Coaching, vi svelo che provavo a fare mille cose per contrastare la paura, avevo paura di provare paura. Adesso la mia risposta è cambiata, adesso il mio modo di vedere la paura è cambiato. Non fa più paura, e scusate il gioco di parole, ma letteralmente è necessario far “niente” nei confronti della paura. Non c’è sempre bisogno di fare qualcosa, spesso basta lasciar lo spazio che è giusto che queste emozioni prendano e dirsi semplicemente “è normale”.

Altrettanto naturalmente, mi accorgo di come vivere il proprio elemento non faccia casino, nessun rumore assordante, pieno di troppa euforia, gesti eclatanti e manifestazioni eccessive; il nostro elemento genera armonia ed è nel suo modo di manifestarsi ed esprimersi che prende forma la fluidità che mi emoziona.

La fluidità crea allineamento, e proprio come quando una cosa è normale per noi, la sentiamo allineata.
E quando è allineato scorre anche la paura. 

Martina Mennella

Martina Mennella, unconventional coach
Osservare le persone è una cosa che la incuriosisce da sempre, porre l'attenzione ai dettagli, interagire con loro ed avere il desiderio di scoprire come hanno fatto a fare quella determinata cosa, cosa le ha spinte, quali sono le loro aspirazioni. Ha scelto il coaching come professione per essere un veicolo, un tramite, un mezzo utile e di ispirazione alle persone affinché possano rendersi conto che ognuno di noi ha tutte le risorse che servono a vivere la vita che vogliono.
Ha scelto l’unconventional coaching per il modo in cui ci si sente nell’ambiente, per l’aver pensato "È così che ogni persona, con le proprie caratteristiche ed il proprio vissuto dovrebbe sentirsi; così, riconosciuta nella propria unicità".

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